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Nelle pratiche psicofisiche taoiste si considerano almeno tre diversI livelli di  Energia CH’I:

HSIEN T’IEN CH’I* che significa CH’I PRENATALE.

 (*esistono tre tipi di trascrizione dei caratteri cinesi: Wade-Giles, che è quella che utilizzerò da qui in avanti, Pinyin, con la quale lo stesso ideogramma sarebbe trascritto “XIANTIAN QI” e E.F.E.O. con la quale sarebbe trascritto “SIEN-T’IEN K’I“),

HOU T’IEN C’HI, che significa CH’I POSTNATALE

SHEN che significa ENERGIA  SPIRITUALE

Semplificando un po’ si può dire che il CH’I prenatale (HSIEN T’IEN CH’I)è il livello di base di energia vitale di un organismo vivente e dipende esclusivamente dall’eredità genetica.

Il CH’I postnatale è lo stadio di energia successivo, e collegato con la funzione mentale. Quando il CH’I attraverso una serie di esercizi respiratori, fisici e mentali è raffinato si trasforma in SHEN o Energia spirituale.

Tan Tien significa “Campo di Cinabro”, nome che gli alchimisti davano al Solfuro di Mercurio, un minerale, usato anche come colorante con il nome di “Vermiglione” e come disinfettante, che si presenta, in natura, sotto forma di cristalli rossi ed è la maggior fonte di Mercurio.

Nella fisiologia taoista esistono 3 Tan Tien:

il Tan Tien Superiore(o SHANG TAN TIEN) situato in un punto in mezzo alle sopracciglia (sesto Chakra),

il Tan Tien di mezzo (CHUNG TAN TIEN) posto al centro del petto (quarto Chakra) e

il Tan Tien inferiore (HSIA TAN TIEN) ma per Tan Tien (senza indicazioni aggiuntive) s’intende sempre il punto sotto l’ombelico.

L’insieme dei tre Tan Tien è considerato un “organo del corpo”, come il cuore o i polmoni, chiamato “Triplice Riscaldatore”.

Se i taosti hanno definito “Campo di Cinabro” il punto in cui si accumula l’energia interna, ci deve essere una qualche relazione tra le caratteristiche chimico-fisiche del Mercurio (detto “Argento Vivo”) e il CH’I.

Il mercurio a temperatura ambiente è un liquido argentato, solidifica a temperature non troppo basse (- 39°C) e si trasforma in vapore a 350°C. Si unisce istantaneamente a tutti i metalli (a parte il Ferro e il Platino) in composti che sono chiamati “amalgami”, tanto è vero che si usa per estrarre dai loro minerali l’Oro e l’Argento (una volta ottenuto l’amalgama il mercurio viene separato dai metalli preziosi mediante distillazione). Nell’Alchimia Interiore l’oro è rappresentato dallo Shen, che infatti può essere tradotto anche con “Essenza” o “Elisir” e il Ching, ovvero la Forza interna.

Il processo con il quale il CHI viene “raffinato” è simile alla distillazione della grappa: lo si “riscalda” con una serie di esercizi fisici e mentali fin quando non comincia a salire sotto forma di vapore, passando attraverso l’osso sacro,lungo la colonna vertebrale, fino ad arrivare nel punto in mezzo alla fronte (il TAN TIEN SUPERIORE o sesto CHAKRA).

Da qui comincia a condensarsi, purificato, ed a scendere nel TAN TIEN INFERIORE o secondo CHAKRA. L’accumulo di   Energia Interna sarebbe collegato con il miglior funzionamento degli organi interni e con l’aumento delle difese immunitarie.

Lo scopo finale dell’ Alchimia Interiore è l’Illuminazione (SATORI in giapponese) che viene descritta come la comprensione improvvisa delle leggi che regolano la vita nell’universo e che sarebbe accompagnata dal manifestarsi di  poteri fisici e psichici non ordinari. Alcuni pensano che i processi descritti dai praticanti di YOGA o di Ginnastica Taoista non siano altro che metafore di un percorso psicologico:  i CHAKRA, i simboli grafici e le varie divinità che si “incontrano” durante gli esercizi di meditazione rappresenterebbero gli ostacoli che l’uomo deve superare nel corso della propria evoluzione. L’alchimia interiore funzionerebbe come la psicanalisi o la terapia bioenergetica e l’illuminazione equivarrebbe alla “guarigione”.